
Quando mi chiedono come sarò tra 10 anni, l’unica risposta che mi vien da dare è:
” Speriamo soddisfatta di me stessa e felice di ciò che avrò “
Nessun progetto, solo queste due uniche speranze.

Quando mi chiedono come sarò tra 10 anni, l’unica risposta che mi vien da dare è:
” Speriamo soddisfatta di me stessa e felice di ciò che avrò “
Nessun progetto, solo queste due uniche speranze.
Qualche ora fa, arriva una mail avente come oggetto ” Ufficio del Personale – Curriculum “, incuriosita ed anche un po’ speranzosa, la leggo immediatamente. Questo è ciò che trovo scritto:
Gent.ma Sig.ra ************
la ringraziamo per averci inviato il suo curriculum.
Purtroppo dobbiamo informarla che le caratteristiche emerse dallo stesso non corrispondono alle nostre attuali esigenze.
Lieti dell’interessamento da Lei dimostrato nei confronti della nostra azienda, Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.
******* **********
Responsabile ufficio del personale
Credendo chissà quale azienda avesse rifiutato con tale “violenza” il mio curriculum, in un primo momento mi deprimo, poi scorro in basso e trovo una M gigantesca. E lì mi son venute in mente tre considerazioni:
1. Mi hanno risposto dopo 2 ANNI che ho inviato il curriculum?!
2. Quali caratteristiche dovrei avere, che NON HO, secondo loro, per lavorare in un fast food?! Essere esperta di hamburger? Saper pulire bene i cessi? Saper prendere le ordinazioni? Saper salare le patatine?
3. Se persino in un lavoro di poche pretese come questo, esigono chissà quali conoscenze ed esperienze, come posso sperare d’avere qualche chance in altri campi?
Il dado è tratto, o emigro o… EMIGRO.